venerdì 2 maggio 2014

Il libro come supporto alla costruzione dell'idea del mondo

Il percorso di crescita del bambino è accompagnato da continue domande, alle quali necessita di trovare risposte per costruire il proprio mondo interiore e la propria identità. Per imparare a misurarsi con la realtà il bambino ha bisogno di organizzare il proprio pensiero traendo delle risposte dall’osservazione di quanto lo circonda. È indispensabile che chi lo ama lo sostenga nel difficile percorso  della costruzione di sé, dandogli la possibilità, in primo luogo, di  leggere nei suoi sentimenti e, infine, venire a patti con  il mondo che per lui risulta spesso sconcertante.
Sottolineare quanto i libri di fiabe e racconti aiutino il bambino nell’affrontare questo cammino non è questione di “bibliomania”. Prendiamo in prestito le parole di Bruno Bettelheim, un illustre psicologo infantile che si è ampiamente dedicato a questo tema:

‹‹Il bambino si chiede “Chi sono? Da dove sono venuto? Come si è formato il mondo? Chi ha creato l’uomo e tutti gli animali? Qual è il fine della vita?” Riflette su questi interrogativi fondamentali principalmente in riferimento a se stesso […]  Si preoccupa se verrà trattato con equità. Si chiede chi o cosa lo proietti nelle avversità, e che cosa possa impedire che gli capitino dei guai. Esistono potenze benevole oltre ai suoi genitori? E i suoi genitori sono potenze benevole? Come dovrebbe svilupparsi e perché? C’è qualche speranza per lui?[...] Le fiabe forniscono delle risposte a questi pressanti interrogativi, molti dei quali si affacciano alla consapevolezza del bambino soltanto quando segue le storie››.*

Quando il bambino ascolta una storia e chiede che gliela si racconti “un’altra volta” sta semplicemente esplorando il mondo e imparando a districarsi tra emozioni e conflitti vissuti, che riconosce nelle emozioni e nei conflitti dei personaggi della storia.
Vediamo dunque che leggere a un bambino equivale a presentargli il ventaglio delle varie rappresentazioni del mondo, scoprendo insieme le parole con cui poterlo nominare. Ecco che anche concetti più astratti iniziano a prendere forma, si vestono di un senso, nomi che acquistano un significato una volta che vengono collocati in un contesto per lui intellegibile, e in questo campo le emozioni sono le prime a trovare un proprio posto.
Leggere ai bambini storie che catturino la loro attenzione, stuzzichino la loro fantasia e li mettano di fronte alle loro emozioni li aiuta, quindi, a leggere dentro di sé, esplorandosi e mettendosi in gioco immaginandosi nei panni del protagonista del racconto; pensate quanta fiducia e stima di sé acquisteranno quando, nel dipanarsi del racconto, scopriranno che i draghi si possono sconfiggere!
Enorme è quindi la valenza che la lettura condivisa può assumere nella vita del bambino; il suo potenziale si muove su un doppio binario in cui l’aspetto pedagogico risulta largamente rafforzato dall’armoniosa fusione con quello relazionale e affettivo. La crescita passa anche attraverso gesti di affetto tangibili, uno dei quali è la lettura a voce alta, caratterizzata da momenti di intima condivisione che accompagnano il bambino aldilà dei limiti dell’abbraccio sicuro dei suoi genitori.


* B. Bettelheim, Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe. Feltrinelli, Milano 2013, p. 49

Pubblicato sul numero di Aprile di "Bambini" - rivista per educatori di nido, insegnanti di scuola dell'infanzia, ricercatori, studiosi, amministratori e genitori.

http://www.edizionijunior.com/public/pdf/93_B_4apr14.pdf



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